Concorso in MAGISTRATURA Descrizione Corso Uditore
   SCUOLA di DIRITTO diretta dall'Avvocato Luca Sansone
 
 
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• Corso Uditore Giudiziario

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Presentazione del corso

Nuovo corso per la preparazione al concorso di uditore giudiziario al quale sarà possibile iscriversi contattandomi telefonicamente allo 081-5750570 nelle ore d'ufficio dei giorni feriali o per e-mail all'indirizzo info@jureconsultus.it

Breve premessa introduttiva
Il concorso per uditore giudiziario rappresenta, insieme a quello notarile ed anche di più, uno degli obiettivi più prestigiosi ed assieme difficili da perseguire per un laureato in giurisprudenza. Esso si basa su due prove scritte sorteggiate tra le materie d. civile, amministrativo e penale, vale a dire la base con la quale si forma l'ossatura di un giurista. La difficoltà maggiore sta nel fatto che ciascuna di esse, strutturata come tema, richiede una padronanza della materia non nozionistica ma dinamica, una visione personale, una conoscenza profonda degli istituti, una capacità di ragionamento che presuppone una assoluta saldezza sui principi generali. Purtroppo anche chi ha svolto una buonissima carriera universitaria, allorchè decide di cimentarsi in questo concorso, va incontro ad enormi difficoltà in quanto per la prima volta gli viene richiesto di esprimersi in prima persona su problemi giuridici e non di ripetere acriticamente quanto contenuto in un qualsiasi libro di testo; in più tutto questo per iscritto, dando sfoggio, oltre che di organicità e logicità di ragionamento, di sapersi esprimere in termini tecnici e con il così detto linguaggio giuridico. E' come scoprire un nuovo mondo che può essere padroneggiato solo con grande passione per il diritto, curiosità verso di esso a prescindere dall'esito del concorso e capacità di darsi un metodo efficiente di studio.

Obiettivo primario della scuola
Il corso si propone di formare dei giuristi ancor prima che dei vincitori del concorso per magistrati, ossia degli esperti della materia che godano di una salda padronanza dei principi fondamentali, che sappiano far uso della logica giuridica, che sappiano ragionare all'impronta su qualsiasi argomento anche non studiato ex professo; potrebbe sembrare una duplicazione di concetti ma non lo è considerando che le scuole che preparano a questo concorso spesso ripropongono le logiche didattiche delle università, vale a dire una preparazione nozionistica, fatta più pensando al risultato che alla formazione dell'allievo, in modo che molte vittorie sono frutto di un episodio fortunato e non del riconoscimento del raggiungimento di un certo spessore.

Metodiche e modalità concrete
Per raggiungere tali obiettivi la scuola si basa sui seguenti irrinunciabili presupposti:
1. Numero ristretto dei partecipanti, in quanto ho bisogno di poter seguire individualmente ciascun allievo nella sua crescita, individuarne le lacune, i problemi, i modi per superarli, correggere con coscienza scrupolosa ogni elaborato;
2. Svolgimento integrale dei programmi, sembrerebbe una ovvia considerazione, ma chi ha esperienza di altri corsi sa che non è così: per intenderci, in diritto civile io pretendo che i miei allievi conoscano alla perfezione (quasi a livello di concorso notarile) istituti come il diritto di famiglia, i diritti reali, le successioni anche nei loro risvolti più pratici; né mi interessa che siano (soprattutto le successioni) argomenti poco probabili di tema e ciò innanzi tutto per una questione di dignità didattica (non voglio che dalla mia scuola escano magistrati che ignorano materie di questa importanza) ma anche pratica in quanto è stato dimostrato dalle tracce degli ultimi concorsi che questi calcoli ormai sono spesso sbagliati (vedi tema sul vitalizio assistenziale, sulla famiglia di fatto, sugli accordi tra coniugi in sede di separazione per l'eventuale divorzio); in diritto penale, oltre alla parte generale, svolgo tutta la parte speciale compresi i più importanti reati extracodicistici (reati informatici, tributari) e faccio svolgere una serie di esercitazioni volte al fine di abituare l'allievo a commentare all'impronta un qualsiasi reato, anche mai visto e studiato; in diritto amministrativo, faccio svolgere intensi studi su tutti i provvedimenti visti nella loro fase concreta e in relazione alle possibili patologie; inoltre argomenti spesso bistrattati (vedi la Corte dei conti), sono trattati minuziosamente, in modo da non trovarsi di fronte a poco piacevoli sorprese al concorso.
3. Svolgimento della lezione, ha cadenza settimanale e dura un minimo di cinque ore. In essa si sceverano gli aspetti più problematici dei rispettivi assegni effettuati la settimana precedente, con modalità affatto peculiari: proprio per aiutare lo sviluppo della forma mentis da giurista, apro dei veri e propri dibattiti sugli istituti, nei quali ciascuno è chiamato a prendere posizione; io sono solo il moderatore, attento a rilevare la logicità di ogni discorso e a stimolare le conseguenze logico-giuridiche di esso; poi traggo le fila schematizzando in maniera organica con tanto di dottrina e giurisprudenza; giungere a tali nozioni dopo uno sforzo di intelligenza, mi permette ogni volta di aggiungere qualcosa alla formazione culturale e alla capacità di ragionamento, che, come ormai può apparire chiaro, è l'obiettivo primario che mi pongo.
4. Esercitazioni, visto che il concorso si basa sugli scritti, è inutile girare a largo da esse. Ne prevedo di tre tipi: durante la lezione do una traccia di tema che verte su qualcosa di molto particolare relativa agli assegni settimanali e in una mezz'ora voglio che ciascun allievo ne elabori uno schema; poi chiedo ad uno di loro di effettuarne oralmente la lettura o, meglio, la trattazione; si apre un dibattito nel quale ciascuno può compiere le sue osservazioni; alla fine io svolgo lo schema. Questa esercitazione si propone di far acquisire all'allievo la capacità di organizzare uno studio sul tema, poi di costruirne schematicamente l'ossatura logica e cronologica: è quanto risulta assolutamente necessario prima di ogni altra attività in sede di concorso se non si vuol rischiare di essere disorganici o incompiuti; ogni settimana assieme all'assegno, consegno la traccia di un tema che verte su una delle tre materie e sull'assegno settimanale; lo consegno in busta chiusa perché non voglio che anche inconsciamente l'allievo studi pensando alla soluzione del tema; chiedo che onestamente l'elaborato venga redatto dopo aver terminato lo studio, nelle stesse condizioni concorsuali (cioè muniti di carta, penna e codici non commentati) e di seguito (ossia non iniziando, ad esempio, un pomeriggio, riprendendo la mattina seguente); infine una volta al mese assegno un tema che verte su tutto il programma svolto fino a quel momento e che quindi, ad esempio, potrebbe riguardare un istituto studiato quattro mesi prima. Per esemplifacare, posso affermare che quest'anno il mio corso da settembre a marzo ha già svolto la bellezza di cento tre temi.

E' logico che a forza di esercitazioni, discussioni, temi, sempre armati di pazienza e disarmati di fretta, con questa didattica è possibile a far diventare l'allievo emancipato e pian piano autonomo, in grado di ragionare, di saper studiare un argomento, giurista, e, a quel punto competitivo per questo e per qualsiasi altro concorso perché, oltre e più che delle nozioni, ha assunto uno spessore di mentalità che definirei "bagaglio professionale".

Avv. Luca Sansone

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