 |
Corso Uditore Giudiziario
---------------------
Presentazione
del corso
Nuovo
corso per la preparazione al concorso di uditore giudiziario
al quale sarà possibile iscriversi contattandomi telefonicamente
allo 081-5750570 nelle ore d'ufficio dei giorni feriali o
per e-mail all'indirizzo info@jureconsultus.it
Breve premessa introduttiva
Il concorso per uditore giudiziario rappresenta, insieme a
quello notarile ed anche di più, uno degli obiettivi
più prestigiosi ed assieme difficili da perseguire
per un laureato in giurisprudenza. Esso si basa su due prove
scritte sorteggiate tra le materie d. civile, amministrativo
e penale, vale a dire la base con la quale si forma l'ossatura
di un giurista. La difficoltà maggiore sta nel fatto
che ciascuna di esse, strutturata come tema, richiede una
padronanza della materia non nozionistica ma dinamica, una
visione personale, una conoscenza profonda degli istituti,
una capacità di ragionamento che presuppone una assoluta
saldezza sui principi generali. Purtroppo anche chi ha svolto
una buonissima carriera universitaria, allorchè decide
di cimentarsi in questo concorso, va incontro ad enormi difficoltà
in quanto per la prima volta gli viene richiesto di esprimersi
in prima persona su problemi giuridici e non di ripetere acriticamente
quanto contenuto in un qualsiasi libro di testo; in più
tutto questo per iscritto, dando sfoggio, oltre che di organicità
e logicità di ragionamento, di sapersi esprimere in
termini tecnici e con il così detto linguaggio giuridico.
E' come scoprire un nuovo mondo che può essere padroneggiato
solo con grande passione per il diritto, curiosità
verso di esso a prescindere dall'esito del concorso e capacità di darsi un metodo efficiente di studio.
Obiettivo
primario della scuola
Il corso si propone di formare dei giuristi ancor prima
che dei vincitori del concorso per magistrati, ossia degli
esperti della materia che godano di una salda padronanza dei
principi fondamentali, che sappiano far uso della logica giuridica,
che sappiano ragionare all'impronta su qualsiasi argomento
anche non studiato ex professo; potrebbe sembrare una duplicazione
di concetti ma non lo è considerando che le scuole
che preparano a questo concorso spesso ripropongono le logiche
didattiche delle università, vale a dire una preparazione
nozionistica, fatta più pensando al risultato che alla
formazione dell'allievo, in modo che molte vittorie sono frutto
di un episodio fortunato e non del riconoscimento del raggiungimento
di un certo spessore.
Metodiche
e modalità concrete
Per raggiungere tali obiettivi la scuola si basa sui seguenti
irrinunciabili presupposti:
1. Numero ristretto dei partecipanti, in quanto ho
bisogno di poter seguire individualmente ciascun allievo nella
sua crescita, individuarne le lacune, i problemi, i modi per
superarli, correggere con coscienza scrupolosa ogni elaborato;
2. Svolgimento integrale dei programmi, sembrerebbe
una ovvia considerazione, ma chi ha esperienza di altri corsi
sa che non è così: per intenderci, in diritto
civile io pretendo che i miei allievi conoscano alla perfezione
(quasi a livello di concorso notarile) istituti come il diritto
di famiglia, i diritti reali, le successioni anche nei loro
risvolti più pratici; né mi interessa che siano
(soprattutto le successioni) argomenti poco probabili di tema
e ciò innanzi tutto per una questione di dignità
didattica (non voglio che dalla mia scuola escano magistrati
che ignorano materie di questa importanza) ma anche pratica
in quanto è stato dimostrato dalle tracce degli ultimi
concorsi che questi calcoli ormai sono spesso sbagliati (vedi
tema sul vitalizio assistenziale, sulla famiglia di fatto,
sugli accordi tra coniugi in sede di separazione per l'eventuale
divorzio); in diritto penale, oltre alla parte generale, svolgo
tutta la parte speciale compresi i più importanti reati
extracodicistici (reati informatici, tributari) e faccio svolgere
una serie di esercitazioni volte al fine di abituare l'allievo
a commentare all'impronta un qualsiasi reato, anche mai visto
e studiato; in diritto amministrativo, faccio svolgere intensi
studi su tutti i provvedimenti visti nella loro fase concreta
e in relazione alle possibili patologie; inoltre argomenti
spesso bistrattati (vedi la Corte dei conti), sono trattati
minuziosamente, in modo da non trovarsi di fronte a poco piacevoli
sorprese al concorso.
3. Svolgimento della lezione, ha cadenza settimanale
e dura un minimo di cinque ore. In essa si sceverano gli aspetti
più problematici dei rispettivi assegni effettuati
la settimana precedente, con modalità affatto peculiari:
proprio per aiutare lo sviluppo della forma mentis da giurista,
apro dei veri e propri dibattiti sugli istituti, nei quali
ciascuno è chiamato a prendere posizione; io sono solo
il moderatore, attento a rilevare la logicità di ogni
discorso e a stimolare le conseguenze logico-giuridiche di
esso; poi traggo le fila schematizzando in maniera organica
con tanto di dottrina e giurisprudenza; giungere a tali nozioni
dopo uno sforzo di intelligenza, mi permette ogni volta di
aggiungere qualcosa alla formazione culturale e alla capacità
di ragionamento, che, come ormai può apparire chiaro,
è l'obiettivo primario che mi pongo.
4. Esercitazioni, visto che il concorso si basa sugli
scritti, è inutile girare a largo da esse. Ne prevedo
di tre tipi: durante la lezione do una traccia di tema che
verte su qualcosa di molto particolare relativa agli assegni
settimanali e in una mezz'ora voglio che ciascun allievo ne
elabori uno schema; poi chiedo ad uno di loro di effettuarne
oralmente la lettura o, meglio, la trattazione; si apre un
dibattito nel quale ciascuno può compiere le sue osservazioni;
alla fine io svolgo lo schema. Questa esercitazione si propone
di far acquisire all'allievo la capacità di organizzare
uno studio sul tema, poi di costruirne schematicamente l'ossatura
logica e cronologica: è quanto risulta assolutamente
necessario prima di ogni altra attività in sede di
concorso se non si vuol rischiare di essere disorganici o
incompiuti; ogni settimana assieme all'assegno, consegno la
traccia di un tema che verte su una delle tre materie e sull'assegno
settimanale; lo consegno in busta chiusa perché non
voglio che anche inconsciamente l'allievo studi pensando alla
soluzione del tema; chiedo che onestamente l'elaborato venga
redatto dopo aver terminato lo studio, nelle stesse condizioni
concorsuali (cioè muniti di carta, penna e codici non
commentati) e di seguito (ossia non iniziando, ad esempio,
un pomeriggio, riprendendo la mattina seguente); infine una
volta al mese assegno un tema che verte su tutto il programma
svolto fino a quel momento e che quindi, ad esempio, potrebbe
riguardare un istituto studiato quattro mesi prima. Per esemplifacare,
posso affermare che quest'anno il mio corso da settembre a
marzo ha già svolto la bellezza di cento tre temi.
E'
logico che a forza di esercitazioni, discussioni, temi, sempre
armati di pazienza e disarmati di fretta, con questa didattica
è possibile a far diventare l'allievo emancipato e
pian piano autonomo, in grado di ragionare, di saper studiare
un argomento, giurista, e, a quel punto competitivo per questo
e per qualsiasi altro concorso perché, oltre e più
che delle nozioni, ha assunto uno spessore di mentalità
che definirei "bagaglio professionale".
Avv.
Luca Sansone
Per
saperne di più clicca qui
|
 |